Il Liceo Pitagora di Selargius protagonista su EduINAF con il progetto “Alla ricerca di esopianeti”, che ha coinvolto la classe 5ªG in una vera esperienza di ricerca scientifica dedicata alla scoperta dei pianeti extrasolari.
Un progetto tra scuola e ricerca
L’articolo pubblicato su EduINAF racconta il percorso didattico “Alla ricerca di esopianeti”, realizzato in collaborazione con l’INAF e dedicato allo studio dei sistemi planetari extrasolari tramite il metodo dei transiti. Studentesse e studenti della 5ªG del Liceo Pitagora hanno lavorato come in un vero team di ricerca, avvicinandosi all’astrofisica contemporanea e alle tecniche utilizzate per scoprire pianeti attorno a stelle diverse dal Sole.
Dalla tempesta di idee al metodo scientifico
Il lavoro è iniziato con una “tempesta di idee”, durante la quale la classe ha raccolto su due cartelloni ciò che sapeva già sugli esopianeti e le domande che desiderava approfondire. Accanto ai quesiti scientifici, come le condizioni per lo sviluppo della vita o le diverse geometrie orbitali, sono emerse anche domande di carattere filosofico, come “Siamo soli nell’universo?” ed “Esiste la vita su altri pianeti?”.
Laboratori in tre gruppi
Le attività si sono articolate in tre sessioni di laboratorio pomeridiane, con la classe suddivisa in tre gruppi: Misura sperimentale, Analisi dei dati e Produzione di contenuti multimediali. Ogni studentessa e studente ha potuto ruotare tra i gruppi, sperimentando tutte le fasi del lavoro scientifico e valorizzando la collaborazione come elemento centrale della scienza moderna.
Il gruppo Misura ha assemblato un modello in scala di un sistema planetario con una “stella” luminosa e un “pianeta” opaco in orbita, osservato tramite una webcam che simulava un telescopio. Variando parametri come la distanza tra stella, pianeta e osservatore o le dimensioni del pianeta, il gruppo ha registrato le curve di luce, misurando la diminuzione di flusso luminoso durante il transito del pianeta davanti alla stella.
Il gruppo Analisi ha utilizzato le curve di luce per stimare il raggio dell’esopianeta, a partire dal raggio della stella e dalle distanze in gioco. In alcune configurazioni è stato possibile applicare la formula classica che mette in relazione la variazione di flusso con il quadrato del rapporto tra i raggi dei corpi celesti, verificando l’accuratezza delle diverse approssimazioni.
Il gruppo Produzione ha curato la parte di comunicazione scientifica, realizzando materiale divulgativo come un poster e una carta in stile Pokémon dedicata al telescopio spaziale PLATO dell’Agenzia Spaziale Europea. Il riferimento alla missione PLATO, che utilizzerà proprio il metodo dei transiti per scoprire nuovi sistemi planetari, ha permesso di collegare l’esperienza in laboratorio alla ricerca spaziale più avanzata.
Errori di misura e pensiero critico
Nella fase conclusiva, la classe ha riflettuto sulle limitazioni degli strumenti utilizzati, come la webcam e la non omogeneità della sfera luminosa, che influenzano le curve di luce registrate. Questo ha offerto l’occasione per approfondire il tema degli errori sperimentali, comprendendo come ogni misurazione scientifica richieda un’analisi critica dei dati e dei limiti strumentali.
Le attività si sono chiuse riprendendo i cartelloni “Quello che so” e “Quello che vorrei sapere”: molte domande iniziali hanno trovato risposta e sono state simbolicamente trasferite tra le conoscenze acquisite. La relazione e la presentazione finali prodotte dalla classe, richiamate nell’articolo di EduINAF, testimoniano la qualità del lavoro svolto e l’impegno delle studentesse e degli studenti.
Una risorsa stabile per le future classi
Grazie alla strumentazione concessa in comodato d’uso gratuito all’Istituto, il progetto “Alla ricerca di esopianeti” potrà essere riproposto alle future generazioni del Liceo Pitagora. Non si tratta solo di un’attività laboratoriale, ma di una vera esperienza di ricerca capace di unire rigore scientifico, creatività e orientamento, invitando le studentesse e gli studenti a guardare il cielo con curiosità e consapevolezza.


Le attività sono state pubblicate su un articolo di EduINAF reperibile al link:
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