Nel corso dell’anno 2025 il Liceo Scientifico Statale “Pitagora” di Selargius ha portato avanti, per la seconda annualità, il progetto “PROGRESSI – PROGetti per il REcupero e il Supporto agli Studenti nell’Innovazione, Linea Aiutiamoci”, con la presenza a scuola di una psicologa specializzata in psicopatologia dell’apprendimento. Il progetto ha avuto come obiettivo principale la prevenzione del disagio scolastico e personale e la promozione del benessere di studenti, famiglie e docenti.

 

Uno Sportello d’Ascolto sempre aperto agli studenti

Il cuore del progetto è stato lo Sportello d’Ascolto Psicologico, rivolto a tutti gli studenti e le studentesse dell’Istituto che vivono situazioni di difficoltà scolastica, relazionale, emotiva o familiare. L’accesso è avvenuto su base volontaria, con appuntamento e, per i minorenni, con il consenso informato dei genitori.

Lo Sportello ha garantito 333,5 ore di attività nel periodo compreso tra il 13 marzo e il 18 dicembre 2025 e non si è fermato neppure durante l’estate: è rimasto infatti attivo fino al 31 luglio, con un giorno di apertura settimanale e orario flessibile, così da poter rispondere in modo tempestivo alle richieste dell’utenza.

All’interno dello Sportello sono state svolte:

  • attività di counseling psicologico e psicoeducativo, per aiutare gli studenti a rileggere le proprie difficoltà, rafforzare le risorse personali e sviluppare strategie di fronteggiamento più efficaci;

  • interventi di screening degli apprendimenti, mediante test standardizzati, per individuare precocemente possibili indicatori di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e orientare le famiglie verso gli approfondimenti diagnostici presso i servizi territoriali competenti (UONPIA).

Interventi con famiglie, docenti e classi

Accanto alle attività individuali, il progetto ha previsto una seconda area di azione, definita “Intervento generico”, per un totale di 91,5 ore.
In questo ambito sono state realizzate:

  • azioni di parent training rivolte ai genitori di alunni con difficoltà comportamentali, relazionali o di adattamento scolastico, con l’obiettivo di condividere strategie educative e di comunicazione più efficaci;

  • percorsi di teacher training per i docenti, in particolare su lettura dei bisogni degli studenti, gestione del gruppo classe e potenziamento delle competenze socio–emotive;

  • consulenze mirate per la predisposizione di PEI e PDP, con attenzione alla scelta di misure compensative e dispensative e di metodologie didattiche calibrate sui profili di funzionamento degli alunni con disabilità o con Bisogni Educativi Speciali.

Un’attenzione specifica è stata dedicata alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo e alla promozione delle social skills. Gli incontri hanno lavorato su empatia, rispetto, consapevolezza emotiva e responsabilità online, con l’obiettivo di prevenire episodi di prevaricazione e intolleranza.

Attività funzionali e lavoro di rete

Il progetto ha previsto anche un importante lavoro “dietro le quinte”, per complessive 75 ore di attività funzionali. In questo spazio si collocano:

  • incontri di programmazione, monitoraggio e valutazione con la Dirigente scolastica e la docente referente del progetto;

  • incontri di Dipartimento con tutti i docenti di sostegno e con i coordinatori di classe, in stretta collaborazione con la referente per l’inclusione, per condividere buone prassi e linee guida comuni a favore degli studenti con disabilità e con BES;

  • partecipazione ai Gruppi di Lavoro Operativo (GLO), offrendo consulenza clinica nella lettura delle risorse e delle criticità degli alunni e nella definizione delle strategie metodologico–didattiche più adeguate.

In sinergia con la scuola, il progetto ha contribuito a consolidare una rete territoriale attiva, mettendo in collegamento l’Istituto con lo Spazio Giovani del Consultorio familiare e con i servizi di Neuropsichiatria Infantile, per quei casi in cui si rende necessario un supporto psicologico o psicoeducativo più strutturato.

Chi ha beneficiato del progetto

Nel periodo considerato, il progetto ha avuto 99 destinatari diretti, tra studenti e studentesse: 51 hanno usufruito di un percorso individuale presso lo Sportello, gli altri hanno preso parte agli interventi condotti in classe. A questi vanno aggiunti gli alunni per i quali è stato attivato un supporto “indiretto” grazie alle azioni di consulenza ai docenti (teacher training).

Per quanto riguarda gli interventi individuali:

  • il 75% degli utenti è costituito da studentesse, mentre il 25% da studenti;

  • la fascia di età più rappresentata è quella dei 16–17 anni (48%), seguita dagli 18–19 anni (29%) e dai 14–15 anni (23%).

Questi dati confermano come l’adolescenza centrale sia il periodo in cui più spesso emergono bisogni di ascolto, orientamento e sostegno emotivo, e mostrano una particolare sensibilità delle ragazze nel chiedere aiuto, aspetto su cui la scuola continua a lavorare per coinvolgere maggiormente anche gli studenti.

Lo Sportello ha contribuito a:

  • prevenire forme di dispersione scolastica e abbandono precoce, intervenendo laddove le difficoltà emotive e relazionali rischiavano di compromettere il percorso di studio;

  • aumentare la resilienza degli studenti, cioè la capacità di affrontare e superare momenti di crisi o sofferenza, attraverso la costruzione di strategie di coping più funzionali;

  • sostenere genitori e insegnanti con strumenti concreti di intervento educativo e didattico, in un’ottica di corresponsabilità educativa.

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